Make or Buy: eterno dilemma

Durante la mia carriera, prima come consulente e poi come imprenditore, mi sono trovato molto spesso di fronte a questa domanda e la risposta come potete immaginare non è né semplice né unica, ma dipende. Vorrei condividere con voi le mie riflessioni che spero possano essere di aiuto a scatenare le vostre e prendere le decisioni più appropriate.

Che l’informatica potesse cambiare il nostro modo di vivere l’abbiamo scoperto nel secolo scorso, ma è diventato evidente con il generale accesso a Internet da metà degli anni 90 e l’utilizzo della rete da parte degli utenti e delle aziende.

Da allora abbiamo fatto enormi progressi e oramai la solo certezza è che ogni processo di business deve essere supportato dalla tecnologia e quindi dal software perché, citando un guru dei nostri tempi:

In the future every company will became a software company
- Mark Andreessen -

Come facciamo quindi a immaginare la nostra azienda proiettarsi nel futuro, senza considerare il software come parte integrante della stessa, così come le persone che la compongono? Fareste una società assumendo personale senza selezione ?

Il software, come le persone, può contribuire pesantemente al successo dell’azienda e fare la scelta sbagliata può avere effetti devastanti.

Sappiamo bene quanto licenziare una persona sia doloroso, dispendioso e soprattutto un’ enorme perdita di tempo per tutte le parti coinvolte. Lo stesso vale per la scelta del software che quindi, come per le risorse umane, deve essere considerato un processo strategico, strutturato e soprattutto continuativo.

Nella logica di portare quindi la nostra azienda verso una completa digitalizzazione dei propri processi è necessario che ogni componente sia omogenea, integrata e “seamless”, per contribuire a creare il valore desiderato.

Un altra considerazione riguarda la velocità con la quale le tecnologie si susseguono sul mercato e della velocità con la quale possono diventare obsolete.

Questo è un tema importante perché ci deve indirizzare verso quei partner che abbiano dimostrato di essere in grado di seguire se non anticipare il mercato e quindi ci possano garantire di non fare una scelta “già vecchia”.

Un’ulteriore considerazione riguarda la volatilità delle risorse umane che lavorano sulla tecnologia e la difficoltà di garantire la qualità del manufatto.

Sviluppare la prima release di un software è relativamente semplice, farlo evolvere nel tempo senza creare un mostro è la parte difficile.

Il compito è ancora più difficile se il software nel tempo è sviluppato da persone/società diverse. Questo è il punto più critico della scelta make: sia che il make si faccia internamente sia che venga commissionato ad un’azienda esterna.

Fatte queste premesse veniamo quindi alla domanda Make or Buy ?

Il mio personale punto di visto è una via di mezzo, o meglio un Buy con un pochino di Make.

Mi spiego: come imprenditore mi devo mettere nelle condizioni di avere gli strumenti necessari quando mi servono e l’integrazione deve essere un processo rapido che mi porti un beneficio immediato!

La mia visione di azienda digitale è quella di avere un sistema informativo aziendale fatto di software mercato (Buy) per coprire quelle funzionalità core dell’azienda, su cui sia possibile “innestare” altri mattoncini già pronti (Buy) o sviluppare piccole integrazioni e personalizzazioni (Make).

Ovviamente lascio ad ognuno le proprie considerazioni rispetto alla proprie esperienze, quello che posso aggiungere per chiudere è che riguardandomi indietro, nella prima azienda di consulenza nella quale ho lavorato per 14 anni, all’inizio era tutto sviluppato internamente e i progetti interni erano i più difficili da gestire e spesso avevano ritardi importanti, perché la priorità era sui clienti. Ma ai tempi non c’era il cloud e soprattutto il software non era così a buon mercato come oggi.

Fortunatamente ora è diverso e in Mapadore, ogni processo è coperto da un software as a service di mercato, dai servizi di Office Automation, CRM, Scheduling, CMS, Billing, … che sia un caso ?

Fabrizio Bosio – CEO

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